IN PRINCIPIO Dedicato a Herbert Kohlberg Campero
In principio era il vento, la solitudine e la sabbia.
In principio era il tempo, senza spazi: vuoto!
In principio era il rude lampo senza pioggia.
La Potestà esigette allora: Fruttifichiamo la vita!
Dal seme all'aratro, della sorgente alla spiga.
Ed evidenziando il suo Nome, forgiò la stirpe dell'uomo.
E l'uomo fu devastato dalla sua assenza: la sensatezza del sofisma, la freddezza della scienza.
La Potestà sollecitò allora: La sorgente delle arti.
Ciò nonostante - molto fuoco! - dall'eco di quelle essenze, al tempo, all'uomo arrivò il vuoto della condivisione abituale:
Un'aura di mille fulgori, semplice tramonto, non alba!
La Potestà unì allora, un tralcio, una vendemmia, ed al torchio dell'universo trasportò Il VINO sempiterno!
Fu quell'albore un'epopea perché l'uomo si fece POETA:
Cantò al prossimo. Alla cosa giusta. Alla donna della sua argilla. Alla pace nei sentieri.
All'acredine delle città. Al miele dei campi.
Offrì al bambino la nobiltà del suo trovar ingenuo.
Al bracciante servì la sua arte stendardo delle sue controversie!
E nel Graal delle sue leggi bevve il nume della cosa mistica.
E nell'eremo del silenzio unse il Figlio con il suo sangue: Ritornando al Corso Eterno!
Xanadú di San Isidro, autunno di 2007
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